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Macchina fotografica Nikon F70

Inviato 19 luglio 2000 da Ernesto

Valore estetico-percettivo

Il corpo-macchina, sostanzialmente, viene percepito come un insieme di tre volumi:

  1. la macchina vera e propria;
  2. l’obiettivo;
  3. il flash incorporato.

    Nikon F70

    Questi, seppur diversi per forma e conformazione materica hanno una caratteristica in comune: il colore nero. Esso domina l’intera macchina e le fa risaltare quella caratteristica di alta tecnologia che possiede. A parer mio, la scelta di questo colore operata dalla Nikon e da tante altre case produttrici non è puramente casuale, anzi viene fatta per mettere in risalto le scritte, il display, l’attacco per il flash accessorio, ecc.
    Ho provato per un attimo a fare mentalmente un gioco di colori: ho invertito i colori della macchina fotografica e mi è parso chiaro che una tale conformazione oltre che suscitare un senso di apertura massima e di estremo “fastidio” dovuto alla grande luminosità del manufatto, percettivamente mi porta ad associare l’oggetto alla categoria dei cosiddetti “elettrodomestici bianchi” (quelli, per intendersi, che dominano  l’ambiente cucina).
    Con il nero, invece, emergono con chiarezza le caratteristiche tecnologico-prestazionali del prodotto stesso, come avviene del resto per tutti gli “elettrodomestici bruni” (TV, stereo, videoregistratore,..) di ultima generazione.
    Il display per le impostazioni delle diverse funzioni è diviso in aree colorate, ognuna delle quali corrisponde ad un certo tipo di funzioni. A parer mio, il colore che risalta maggiormente rispetto agli altri è il giallo scuro dell’area nella parte sinistra del display. Questo crea disordine a livello percettivo-visivo soprattutto perché contrasta con il verde dell’area centrale e con il colore neutro dello sfondo.

    Tre volumi del corpo macchina

    Dal punto di vista materico, si può dire che la parte esterna e visibile della macchina è realizzata esclusivamente in materiale plastico ad eccezione di:

    • attacchi per la cinghia a tracolla realizzati in metallo;
    • vetri impiegati per l’obiettivo, il mirino e il flash incorporato.

    C’è da notare, però, che la pellicola rigida in materiale plastico che ricopre il display LCD è trasparente per permettere la visione delle impostazioni delle funzioni.
    Dal punto di vista formale, abbiamo già visto che si evidenziano tre grandi volumi. A livello più approfondito è possibile indicare forme ulteriori.
    Cominciando dal blocco-macchina individueremo:

    • pulsanti e selettori di funzione;
    • sporgenza della cornice che racchiude il mirino;
    • cavità interna del vano porta-rullino per un migliore posizionamento del pollice in fase di ripresa fotografica.

    Nell’obiettivo avremo:

    • dominanza delle zigrinature dello zoom, dell’anello dei diaframmi e del sistema di messa a fuoco manuale;
    • pulsante a scorrimento per il blocco dei diaframmi.

    Infine il volume relativo al flash incorporato presenta:

    • la slitta per l’attacco del lampeggiatore accessorio;
    • il pulsante per l’azionamento del flash incorporato.

    Valore d’uso

    In genere, le modalità d’uso per una corretta ripresa fotografica sono due:

    • per le riprese orizzontali
    • per le riprese verticali

    Per ciò che riguarda la Nikon F70 si può analizzare sulle modalità di impiego di tutti i tasti e dispositivi presenti nella macchina, mettendo in evidenza ora i versi e le direzioni, ora gli angoli di apertura dei vari elementi.

Complessità del corpo macchina

Da quanto analizzato si può inferire che l’uso dell’oggetto è piuttosto complesso soprattutto per quelle persone che vogliono semplicemente scattare una fotografia-ricordo senza preoccuparsi delle diverse impostazioni che la macchina offre. In questi casi i maggiori problemi sussistono nella comprensione dei tasti e nella lettura del display.

Inoltre, la mia attenzione si è spostata sull’interazione dei diversi elementi per attivare certe funzioni della macchina che vengono poi visualizzate sul display LCD. Da questo tipo di analisi è emerso che risulta abbastanza difficile poter accedere alle funzioni della macchina senza l’aiuto del libretto di istruzioni.

Interazione tra le varie funzioni

Per di più, il diplay LCD, che dovrebbe fornirci le informazioni necessarie ed utili sullo stato della macchina è mal organizzato. Il risultato è che si crea uno stato di confusione nel soggetto che dovrà utilizzare l’oggetto con conseguente perdita di tempo (contrariamente a quanto è dettato dai canoni che fondano la fotografia: l’istantaneità e il saper cogliere l’azione al momento opportuno).
Per quanto riguarda gli accessori, ritengo inutile elencare tutte le possibili varianti di oggetti-accessori che tuttora esistono in commercio. Vorrei semplicemente indicare quelli di base:

  • lampeggiatore accessorio;
  • lenti macro per riprese ravvicinate;
  • cinghie a tracolla;
  • astucci di protezione della macchina fotografica;
  • display LCD per l’impostazione della data e dell’ora;
  • coperchio di protezione del mirino;
  • coperchio di protezione dell’obiettivo.

Valore di produzione

Premetto che, data la complessità dell’oggetto trattato, in questa sede viene indicato quanto posso percepire io sulle possibili procedure di produzione della macchina, senza entrare nel dettaglio delle componenti interne ed esterne alla macchina. Le parti che costituiscono la scocca esterna in plastica dapprima vengono ottenute mediante stampaggio e successivamente unite con un collante, Le parti mobili (coperchio del vano porta-rullino, obiettivo, flash) e quelle che interagiscono attivamente con l’utente (pulsanti e selettori di funzione) sono dapprima ottenute sempre mediante stampaggio e colata centrifuga (il corpo dell’obiettivo) e poi assemblate nel corpo macchina con l’applicazione di cerniere e giunti metallici.

Valore discorsivo-estetico

E’ possibile individuare alcuni aspetti fondamentali utili alla identificazione dell’oggetto stesso.
Intendo dire che alcune caratteristiche estetiche mi fanno associare l’oggetto trattato alla categoria delle macchine fotografiche.
Innanzitutto le dimensioni stesse dell’oggetto che può essere impugnato facilmente con le mani.
In secondo luogo la conformazione fisica e materica del manufatto: la presenza di un volume sporgente in avanti, di forma cilindrica e con zigrinatura  centrale evidente (obiettivo); la presenza di un piccolo visore attraverso cui si osserva la realtà esterna (mirino) e di molti tasti sporgenti.
Infine la presenza di un ampio sportello predisposto per accogliere il rullino fotografico.
L’elemento flash merita una considerazione a parte. E’ vero che il flash è uno degli elementi che maggiormente caratterizzano una macchina fotografica, ma in questo caso la scelta della Nikon di coprirlo e racchiuderlo in un volume proprio certamente non ci aiuta nell’identificazione dell’oggetto. Altra caratteristica da non sottovalutare è il colore nero dell’oggetto. Infatti questo colore domina la storia della macchina fotografica da quando questa è stata concepita come uno strumento mobile e portatile. Il colore nero è sempre stato presente in maggiore o minore parte in tutti i modelli finora concepiti.
C’è, però, ancora una precisazione da fare: da qualche anno a questa parte sono entrate in commercio le nuove macchine fotografiche subacquee dai colori forti e vivaci. Ciò sia per distinguersi dalle altre macchine “comuni”, ma soprattutto per cercare una nuova associazione della macchina fotografica al colorito mondo marino. A parer mio la direzione che si è scelto di seguire è corretta ma richiederà ancora del tempo prima che la gente impari a distinguere non tanto le macchine “comuni” da quelle subacquee, quanto queste ultime dalle macchine fotografiche giocattolo.


Valore discorsivo-pratico-sociale

Sul mercato attuale esistono diversi modelli di macchina fotografica reflex (reflex indica un particolare dispositivo interno che mi permette di fotografare esattamente l’area che osservo dal mirino) simili per costituzione fisica. Ovviamente tra essi distinguiamo i modelli non prestigiosi che garantiscono sostanzialmente le stesse prestazioni di modelli “di marca” e risultano convenienti dal punto di vista economico.
La forte differenza nel valore di scambio può essere spiegata dal fatto che oltre ad acquistare un modello reflex che in sé è standard, si paga inevitabilmente il prestigio della marca.
Il possedere una macchina Nikon mi fa apparire socialmente come un professionista della fotografia anche se non lo sono affatto.

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